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COME APRIRE UN AGRITURISMO By Agriturismitaliani.it
Una guida completa su come aprire un Agriturismo

Requisiti soggettivi
Essere iscritto nel Registro Imprese Sezione Agricola della Camera di Commercio
Essere un’imprenditore agricolo (art. 2135 del c.c.)
Associato Singolo
• società di persone (S.n.c.)
• società di capitali (S.r.l., S.p.A.)
• enti mutualistici (cooperative, consorzi)
• enti non commerciali (associazioni, fondazioni)
• impresa familiare
• impresa individuale
• coltivatore diretto
• imprenditore agricolo a qualsiasi titolo (principale e non)

Requisiti oggettivi
Possedere una azienda agricola in Affitto, Comodato, Usufrutto in Proprietà che permetta il rispetto del rapporto di connessione e complementarità on le normali attività agricole per:
• dare ospitalità in spazi aperti e chiusi
• somministrare cibi e bevande
• organizzare attività culturali, sportive e ricreative

Fare dell’agriturismo, specie se biologici, cioè a partire da un’azienda biologica, è una cosa affascinante, non impossibile per le persone comuni, ma comunque più difficile di quanto si possa pensare.


I requisiti fondamentali per un agriturismo:
Per prima cosa va specificato che l’attività agrituristica è un’attività connessa e complementare a quella agricola.
Dunque l’agriturismo può essere esercitato solo da agricoltori.

Complementarietà significa tuttavia una cosa di più della connessione: l’attività agricola in senso stretto, quella di produzione, deve occupare maggior tempo di quella ricettiva.
Qualche legge regionale è ancora più restrittiva, laddove richiede che persino il reddito dell’attività agricola resti maggiore di quello dell’agriturismo.

Requisito quest’ultimo difficile da rispettare in zone particolarmente svantaggiate come quelle montane.

Come fare la domanda di autorizzazione per aprire un agriturismo :
Per aprire un’attività agrituristica la normativa regionale prevede che ogni agricoltore che voglia intraprendere l’attività debba fare domanda al Sindaco del Comune dove è ubicato il fondo agricolo nel quale si vuole esercitare l’attività stessa.

La domanda va accompagnata da una relazione che indichi esattamente quali attività, tra quelle permesse, si vuole svolgere; inoltre va presentata una documentazione che attesti il titolo di possesso dei terreni interessati all’attività; è richiesto infine copia dei libretti sanitari degli operatori ed il parere della locale Azienda Sanitaria su strutture e impianti dell’agriturismo che si vuole realizzare.

Quali attività si possono svolgere presso l’agriturismo:
Normalmente nell’agriturismo è possibile: ospitare i turisti in azienda, anche nei locali di abitazione dell’agricoltore pure se ubicati nel centro abitato, nonché in spazi idonei per agricampeggio; somministrare pasti e bevande costituiti prevalentemente da produzioni proprie o comunque da alimenti ricavati prevalentemente da produzioni proprie;
vendere direttamente i propri prodotti; organizzare attività ricreative e culturali nell’ambito dell’azienda.
Il numero di posti letto massimo consentito è fissato in 20 presso delle camere cui aggiungere altri 30 posti in agricampeggio.
Qui occorre verificare l’ampiezza dell’azienda per sapere il numero esatto di posti letto massimo ammesso.

Requisiti igienico-sanitari dell’agriturismo:
Oltre al possesso del libretto sanitario, la legge regionale prevede l’obbligo di parere della locale Azienda Sanitaria.
Ciò significa che la ASL competente effettuerà, su richiesta del Sindaco, un sopralluogo per determinare l’idoneità delle attrezzature e dei locali che vengono utilizzati sia per l’attività di somministrazione di alimenti e bevande che per quella di ospitalità in camere e agricampeggio.
Soprattutto se si fa richiesta di tenere un laboratorio di produzioni alimentari, ma comunque più in generale per la semplice attività di somministrazione di alimenti e bevande, ci si deve aspettare una giusta attenzione degli ufficiali sanitari che sicuramente chiederanno, per esempio, zanzariere alle finestre e tende antimosche alle porte; placcaggio delle superfici murali degli ambienti cucina-laboratori-servizi; richiesta di attrezzature idonee per la cucina e per la preparazione degli alimenti; numero minimo di servizi per i collaboratori e per il pubblico di cui almeno uno idoneo per portatori di handicap; certificazione dell’acqua potabile; depurazione fognaria, etc.
Va segnalato che quando non si dispone di acqua della condotta comunale cioè in casa di pozzo o sorgente, occorrono almeno quattro analisi in un anno, una per stagione, prima di ottenere la certificazione della sua potabilità (sorgente o pozzo).
Altri problemi possono sorgere circa la superficie minima delle singole stanze per l'ospitalità:
Normalmente è richiesto il requisito della civile abitazione ed un numero di bagni non inferiore ad uno ogni quattro posti letto.
Ricordiamo, infine, che il laboratorio di preparazione degli alimenti è indispensabile solo se gli stessi vengono venduti al di fuori delle somministrazioni in azienda; in caso contrario è sufficiente utilizzare il locale cucina.
Il consiglio, in definitiva, per tutta la problematica igienico-sanitaria è di consultare la locale ASL, prima di iniziare l'attività e soprattutto prima di iniziare eventuali ristrutturazioni dei locali da adibire ad agriturismo.Norme contabili ed amministrative per l’ agriturismo:
Un operatore agrituristico, lo abbiamo già detto, è un agricoltore.
Tuttavia la contabilità dell’agriturismo va separata, quindi con specifico registro dei corrispettivi giornalieri e registro delle fatture emesse, rispetto alla restante attività agricola.
Oltretutto l’attività agrituristica ha un regime IVA differenziato (aliquota pari al 10%). L’agricoltore deve denunciare al competente Ufficio IVA l’inizio attività agrituristica.
Tutti gli esercizi agrituristici devono comunicare annualmente, al Comune, le tariffe praticate.
Dal punto di vista reddituale va ricordato che, per le aziende individuali, ai sensi della Legge 413/1991 l’agriturismo determina forfetariamente il reddito imponibile ai fini IRPEF e ILOR in misura del 25% del giro d’affari al netto di IVA.
Anche il calcolo dell’IVA da versare all’erario avviene su base forfetaria, nella misura del 50% dell’IVA complessivamente incassata, fatto salvo chi opera in contabilità ordinaria che porterà in detrazione tutta l’IVA sugli acquisti per agriturismo e dovrà versare tutta l’IVA dei ricavi agrituristici.
Altro adempimento amministrativo importante è conseguente all’assimilazione degli agriturismi agli esercizi alberghieri per quanto attiene l’obbligo di comunicare alla locale autorità di pubblica sicurezza i nominativi delle persone ospitate.
Norme previdenziali per agriturismo:
Valgono le norme di inquadramento in agricoltura, fatto salvo il principio di connessione dell’attività agrituristica con l’attività agricola principale.
In sostanza quando è fatto salvo questo principio chi lavora in agriturismo è inquadrato nel settore agricolo, se no nel settore previdenziale del commercio.
Non c’è completa concordanza su questo punto tra i vari uffici della pubblica amministrazione che si occupano di previdenza: secondo alcuni di essi il personale che opera in agriturismo è da inquadrarsi comunque nel settore commerciale.

Vendita dei prodotti dell’ agriturismo:
L’agricoltore che vende i propri prodotti non ha necessità di specifica licenza di commercio; ci si avvale della L.59/1963.
L’operatore agrituristico, anche se non ha fatto domanda di autorizzazione alla vendita diretta ai sensi della predetta legge 59, con la stessa richiesta di autorizzazione all’esercizio di agriturismo, può ottenere anche il permesso di effettuare in azienda la vendita diretta dei propri prodotti.

Norme edilizie per l’ agriturismo:
Per le attività agrituristiche possono essere utilizzati tutti i locali dell’azienda agricola, purché idonei dal punto di vista igienico-sanitari, a prescindere dalla loro destinazione urbanistica.
Va rilevato che gli stessi edifici, per il solo fatto di essere adibiti all’attività agrituristica, non mutano destinazione d’uso.
Per l’agriturismo biologico altri adempimenti:
Tutto quello che abbiamo appena detto vale per ogni tipo di agriturismo, ma in che cosa si differenzia l’agriturismo biologico da uno convenzionale?
C’è da dire che entro breve tempo AIAB dovrebbe disporre di specifico disciplinare di produzione per l’agriturismo biologico, frutto di un’evoluzione del disciplinare suddetto.
In definitiva chi vuole fare un agriturismo biologico deve rispettare le norme generali previste per un’attività agrituristica, possedere e condurre, naturalmente, un’azienda biologica certificata; sforzarsi, infine di applicare le regole di conduzione ecologica dell’attività agrituristica.

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