Il vento della crisi, esplosa in tutta la
sua gravità alla fine del 2008 non ha chiaramente
risparmiato il settore turistico pisano.
Secondo i dati diffusi dall’Assessorato al
Turismo, Cultura e Commercio della Regione
Toscana la città della Torre, assieme a Firenze,
è stata quella più colpita dal calo delle
affluenze di turisti nel settore alberghiero
tradizionale. Le cifre parlano più di tutti
i discorsi: -6,8% di ospiti in alberghi rispetto
all’anno precedente. Peggio di Pisa ha fatto
solo Firenze con un marcato –7,28%. Eppure
nonostante questo drastico calo, il numero
complessivo di chi ha utilizzato le strutture
ricettive pisane è rimasto sostanzialmente
invariato rispetto all’anno precedente, grazie
al boom delle presenze in quello che l’Assessorato
al turismo toscano definisce come settore
extralberghiero, ossia agriturismi e bed
and breakfast.
Insomma, tirate le somme, non c’è nessun
crollo solo una ridistribuzione che tende
a premiare le strutture in cui è possibile
spendere di meno senza veder sacrificata
la qualità del servizio.
Il dato riferito ad agriturismi e b&b
è eloquente al pari di quello del settore
tradizionale: +4,86 di presenze rispetto
al 2007. Logico cercare di delineare una
probabile spiegazione. Dopo il settore dei
trasporti, dopo quello alimentare e quello
dell’arredamento, il low cost irrompe anche
nell’ambito alberghiero. Il turista sembrerebbe
essere non più disposto a spendere senza
limite e si orienterebbe invece verso quelle
strutture che eliminando il superfluo, sono
comunque in grado di garantire una buona
offerta e un buon servizio. Innovazione quindi
è la parola d’ordine. E gli agriturismi e
i b&B sembrerebbero essere riusciti a
interpretare questa necessità e esigenza,
trasformando la crisi economica in una opportunità.
Dai dati dell’Assessorato al Turismo della
Toscana, verrebbero quindi premiati quegli
esercenti nel settore turistico pisano che
già negli anni passati avevano scommesso
sul low cost alberghiero, potenziano e razionalizzando
la loro offerta.
Non ci sono invece dati precisi sul numero
di agriturismi e b&B nella città della
Torre, anche perché, e questo probabilmente
rappresenta un vantaggio in termini di spese
che i gestori vanno a sostenere, l’iter burocratico
per aprire un agriturismo o un b&b è
molto più semplice rispetto a quello delle
tradizionali strutture alberghiere. La mappatura
quindi di agriturismi e b&B a Pisa è
continuamente in aggiornamento. Proprio per
questo motivo nella parte dedicata alla conclusioni
dell’indagine 2008 redatta dalla Regione
Toscana, lo stesso ente ha invitato gli esercenti
di agriturismi e b&b a un migliore coordinamento.
Una frase che rafforzerebbe l’impressione
che a Pisa il boom delle presenze in agriturismi
e b&B stia procedendo di pari passo con
un sostanziale allargamento dell’offerta
di camere in questo settore.
Pisa quindi, sembrerebbe puntare sempre di
più su agriturismi e b&B, il nuovo modo
dei turisti per visitare la Torre
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