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NEWS - 24/03/2009
REGIONI: E-R; AGRITURISMO, APPROVATA LA NUOVA
LEGGE |
L’Assemblea legislativa regionale ha approvato
a maggioranza (contraria An-Pdl; astenuti
Fi-Pdl, Lega nord e Udc) la nuova “Disciplina
dell’agriturismo e della multifunzionalità
delle aziende agricole”. Due gli obiettivi
della nuova legge sottolineati dall’ assessore
all’agricoltura Tiberio Rabboni: «aumento
della qualità (più requisiti e più incentivi)
e dell’attività turistica dei territori rurali
e, naturalmente, il rafforzamento del sistema
dei controlli». Illustrata dal relatore Damiano
Zoffoli (Pd), la legge prevede tra l’altro
per le strutture di pianura un massimo di
12 camere, mentre per i parchi e la montagna
otto piazzole in spazi aperti e 18 camere.
Per le zone più disagiate del crinale appenninico
è stata creata la figura della «ospitalità
rurale», per ospitare fino a nove persone
e somministrare pasti solo agli ospiti della
struttura. Il titolare di agriturismo deve
essere agricoltore e dedicare il numero maggiore
di giornate lavorate all’attività agricola;
le strutture agrituristiche potranno essere
create solo in edifici già esistenti; l’80%
dei prodotti utilizzati per i pasti dovranno
provenire dall’azienda agricola che ospita
o da quelle del territorio o essere prodotti
regionali a marchio (Doc, Dop, Igp, Bio);
per il restante 20%, pasti e bevande dovranno
provenire preferibilmente da produzioni artigianali
della zona e riferirsi alla tradizione regionale.
Infine, l’attività di ristorazione non potrà
superare la media mensile di 50 pasti giornalieri,
che potranno essere elevati di due pasti
aggiuntivi per ogni camera o piazzola presente
nell’agriturismo. Nel prossimo triennio si
prevedono controlli obbligatori e più stringenti
di Province e Comuni, per verificare il possesso
e la permanenza dei requisiti, con multe
per chi non rispetta le regole. Sarà incentivata
la possibilità di aumentare camere e pasti
giornalieri per gli aderenti ai ‘club di
eccellenzà. È prevista una semplificazione
dei processi di autorizzazione: per esercitare
l’attività agrituristica sarà sufficiente
presentare al Comune una dichiarazione di
inizio attività. Approvati in aula tre emendamenti
del relatore Zoffoli e di Gianluca Borghi
(Pd) per introdurre attività ’socialì nell’
esperienza degli agriturismi. Respinti 18
emendamenti: otto di Gioenzo Renzi (An-Pdl)
che aveva chiesto di ridurre stanze e pasti;
sette di Luigi Francesconi (Fi-Pdl) e tre
di Marco Lombardi (Fi-Pdl). Per Renzi e Francesconi
«il pdl stravolge la cultura di riferimento
dei nostri agriturismi», per Antonio Nervegna
(Fi-Pdl) questa normativa è «restrittiva
rispetto alle altre Regioni»: il numero dei
pasti andava calcolato su base annuale e
non mensile, l’apertura dveva essere stagionale
per facilitare le attività nelle zone disagiate
di montagna. Daniela Guerra (Verdi), favorevole
alla legge, ha auspicato nell’atteso regolamento
un «maggiore punteggio per i prodotti poveri
dell’azienda». Contrario al provvedimento,
Renzi ha sostenuto che «è mancata la ricerca
di qualità degli agriturismi, aumentando
di fatto una concorrenza sleale con le altre
attività commerciali». Tra gli astenuti,
per Mario Manfredini (Lega nord) questa legge,
con l’aumento dei pasti e dei posti in alloggio,
«non diversifica le attività degli agriturismi
dalle altre attività, alberghiera e di ristorazione»;
per Ubaldo Salomoni (Fi-Pdl) «è un’occasione
persa in particolare per la montagna», e
Silvia Noè (Udc) ha stigmatizzato che non
siano state recepite «le richieste delle
categorie interessate». Per il relatore Zoffoli
(Pd), questa legge punta a «un patto, un’alleanza
tra turismo e agricoltura, due comparti fondamentali
della nostra economia», con «riqualificazione,
rapporto qualità-prezzo, competizione internazionale
e ricambio generazionale. Questa nuova legge
- ha commentato - è una sfida comune che
si può vincere mettendo al centro gli interessi
dei clienti, degli ospiti e dei turisti,
che ci chiedono qualità e innovazione; e
tutti i singoli operatori economici, siano
essi agricoltori, ristoratori, albergatori
o commercianti, oltre a tutelare i legittimi
e giusti interessi di categoria, devono essere
impegnati a rispondere a questi nuovi bisogni,
lavorando insieme per rendere ancora più
attraente e ospitale il nostro territorio
regionale».
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